Granarolo – Annual Report 2012

Scarica Annual Report 2012Il controllo della “filera” produttiva del latte, la principale materia prima di Granarolo, ha una particolare rilevanza nel bilancio di sostenibilità, ma il principio si estende anche alle altre forniture di materie prime, ingredienti e prodotti finiti, con un totale di 104 audit e 15210 controlli, basati sui nuovi ed estesi parametri chimici e microbiologici.

Nel caso del latte si parte dal controllo e tracciabilità dei mangimi, dall’assistenza tecnica e veterinaria ed in generale dal benessere animale per arrivare alla certificazione di filiera (la prima in europa), ai controlli in entrata (anche sui residui farmacologici ed altre tossine) ed agli incentivi ai produttori in funzione della qualità del latte conferito e le politiche di prezzo costante su base annua.

La tecnologia gioca un ruolo abilitatore, ad esempio con la georeferenziazione delle stalle, sinergica alla scelta di privilegiare i fornitori di prossimità (tutti italiani) e mappare le fonti di rischi ambientali correlati, o con la produzione di biogas dai reflui delle stalle. Su alcuni prodotti, ad esempio quelli a marca YOMO, è esplicita la scelta di selezionare in modo severo le materie prime sulla base dei principi di “Naturalità”, per cui partner e fornitori devono garantire anche l’assenza di conservanti, addensanti, coloranti, aromi. Perciò il bilancio integrato e di sostenibilità di Granarolo, che pur non essendo certificato è esplicitamente riferito alle indicazioni del GRI, GBS ed IIRC, identifica nella gestione dei rischi e delle sinergie di valore condiviso della propria supply chain un fattore critico di successo, con cui il gruppo gestisce circa il 30% della produzione di latte alimentare italiano, puntando all’eccellenza qualitativa ed alla sostenibilità di filiera.

Un importante esempio di buona pratica è il marchio EPD di tipo III (Dichiarazione Ambientale ISO 14025) per il latte fresco Granarolo di alta qualità, primo ed unico al mondo per prodotti “dairy”, che certifica la valutazione delle performance ambientali, calcolate usando il metodo LCA sull’intera filiera produttiva. In totale ben 15 prodotti di Granarolo sono inoltre stati sottoposti al calcolo del carbon footprint in collaborazione col Ministero dell’Ambiente.